Altre antiche torri

Torre Azzaguidi (Via Altabella 15/a)

Le Due Torre Piazza Ravagnana

La più importante è la torre Azzoguidi, detta anche Altabella (cio è alta e bella), che si innalza per circa 61 metri, la base, come in tutte le torri medioevali Bolognesi, è in blocchi di selenite; a 28 metri da terra una risega restringe notevolmente la pianta della torre, allangolo delle vie Altabella e Caduti di Cefalonia, costrita nel XII secolo. Nel 1375 viene ricostruito un'altra Torre appartenente agli Azzaguidi, in Via Oberdan presso l'angolo con la Piazza di San Simone della quale sarebbe rimasto qualche vestigio.

    Nelle vicinanze del palazzo Arcivescovto c'è la Torre Prendiparte, detta anche Coronata, per le punte della sua risega che sembrano davvero incoronata: è alta 59 metri, ostruita nella seconda metà del XII secolo; nel XVIII secolo fu adibita a prigione, dell'Arcivescovado:si vedono le frasi e i disegni tracciati dai prigionieri sulle pareti delle minuscole celle.

Dietro la Basilica di San Petronio c'è la Torre Galuzzi, alta 30 metri, è stata costruita nel 1257, ha mura grossissime, di oltre tre metri. Non ha porta ha l'igresso, l'apertura a piano terra, è sta fatta dopo, la finestra a metà della torre permetteva ai Galuzzi di entrarvi, mediante ponti mobili di legno che sporgevano dal Palazzo Nobile.

La Casa Bolognini Torre Alberici Via Santo Stefano 4, nel XII secolo la facciata della casa fu inglobata come Torre, è alta 30 metri. Nel 1273 all'inizio venne creato l'appertura per una bottega quando i muri della torre vennereo assotigliati di oltre due metri degni di nota sono gli sportelli laterali che si abbassano sui miricciuoli a banco e lo sportello superiore che si solleva con catena (tipo ponte levatoio). Nel 1357 apparteneva alla famiglia Bolognini che qui gestiva botteghe di seterie. Nell'interno si conserva una graziosa scala dell'inizio del XVI secolo. Il complesso è stato restaurato in epoca recente.

La Torre dell'Arengo che si eleva per 40 metri. Custodisce al suo interno la campana di 47 quintali, fusa e in alzata nel 1453 da Aristotele Fioravanti. La torre poggia sulla volta a crocera del voltone del palazzo del Podestà; alla base di ciascuno de quattro pilastri, che sorreggono il volton

e, sono state scolpite da Lombardi le statue in terracotta dei quattoro patroni di Bologna: San Petronio, San Procolo, San Francesco e San Domenico. Legato statue c'è un curioso fenomeno accustico: avvicinandosi ad uno dei piloni d’angolo e parlando sotto voce è possibile farsi sentire da chi è  presso il pilone dell’angolo opposto.

Le Torri Gentilizie di Bologna di origine medioevale sono uno dei tratti più caratteristici della città. Secondo il conteggio effettuato da Giovanni Gozzadini nel XIX secolo, le torri nel medioevo sarebbero state addirittura più di 180,  un valore considerevole considerando il notevole sforzo necessario all'epoca per edificare costruzioni simili.

La Torre Scappi, all'inizio di via Indipendenza, n. 1-2-3 del XIII secolo, è alta 39 metri, e fu iniziata nel 1919, lo spessore dei muri alla base 2,90 metri si dice che sarebbe dovuta essere più alta per rivaleggiare con le vicine Altabella e Coronata, ma non venne mai terminata. Nell'omonimo Palazzo.

Torre de'Toschi, entrando in piazza Minghetti da via Farini o via Castiglione e attraversandola diametralmente, dalla bellissima casa medievale dei Caccianemici si vede spuntare la sommità della Torre de'Toschi. Nella Bologna medievale sarebbe ancora circondata da buie e strette viuzze, le stesse che per secoli ne hanno coperto la visione, almeno fino alla trasformazione urbanistica del 1893, che ha portato all'apertura di Piazza Minghetti. Dei 26 metri della torre, sbuca soltanto la cima le cui murature hanno perso la cortina esterna di mattoni forse a causa di un antico incendio. Purtroppo non c'è modo di vederla da più vicino, essendo circondata su tutti i lati da altri edifici, che dalla maggior parte delle angolazioni ne oscurano la vista. Gli storici parlano poi di un'altra torre posizionata vicino alla Toschi, anche se non sono in grado di attribuirle univocamente una paternità, confusi tra le famiglie Toschi, Caccianemici, Carrari e Passipoveri che risultavano presenti nell'area ma in ogni caso fu atterrata all'inizio del Seicento.

Torre Caccianemici Dall'Orso, Visibile in Via Galliera 25, larga m.4,40, alta m.23.

Il Palazzo della Cassa di Risparmio anticamente Saraceni via Farini, 15. E uno degli edifici dello scorcio del secolo XV° meglio conservati. Notevole l’altana con terrecotte e la torre Bertolotti Clarissimi del XII° secolo trasformata in altana: il troncone di torre è alto 16 m. largo circa 9, con spessore dei muri di m. 1,50. La parte della facciata che corrisponde alle prime due arcate del portico, a sinistra guardando, è posteriore dall'altra del quattrocento. Le finissime terrecotte richiamano la mano dello Sperandio (Mantova; opera dal 1425 al 1495).

Torre Lapi, la si riconduce alla prima cerchia, proprio a causa di quei blocchi di selenite alla base che sono tipici o delle torri gentilizie o delle porte urbiche. In fondo, la torre Lapi è stata entrambe, ovvero nata come varco, sarebbe poi stata riadattata a personali necessità dalla famiglia dei Lapi, che a loro volta l’avevano rilevata dai Laigoni. Comunque sia, pubblica è nata e pubblica tornò nel XIV secolo, quando i Lapi rivenderono per 400 lire l’immobile (torre e annesso edificio) al Comune di Bologna, che doveva ampliare il palazzo civico. Di lì a pochi anni venne inglobata nella poderosa muraglia del Comune, più o meno come la si vede oggi. Ma ciò non coincise con la quiete della torre, infatti iniziò un lungo periodo di affittanze e assegnazioni. Dentro ci passarono dai frati domenicani, a un pittore, ad una famiglia di beccai. Beccai, ovvero i nostri macellai, il cui nome deriva dal Becco, il maschio della capra, l’unica carne al tempo usata comunemente. La loro presenza in questa zona non era casuale: consideriamo infatti che fin dalla metà del XIV secolo tutta via Porta Nova, oggi via IV novembre, era piena di banchi di vendita di carne, evacuati da Piazza Maggiore. Questi nuovi proprietari decisero di aprire la base della torre per ricavarvi all’interno la loro bottega, modificandone così la fisionomia. Nel 1505 però il Senato Bolognese, infastidito dal volgare e sozzo mercato che si era venuto a creare addosso al Palazzo Comunale, decise di liberare tutta la via da banchi, botteghe e baracche – e ne contarono ben 33! – e contestualmente di richiudere lo squarcio ricavato nello zoccolo della Torre. E’ probabile che fu proprio questa chiusura a scagionare il rischio di esplosione durante l’incendio del 1641, che interessò la zona della torre Agresti minacciando di allargarsi. Senza un vero perché in epoca napoleonica la Lapi è stata poi abbassata quasi della metà, cioè da quelli che potevano essere 30 metri agli attuali 18 metri, per essere assimilata alla restante muraglia.

Torre Ghislieri, ci troviamo nel portico di via Nazario Sauro, quello prospiciente alla chiesa di San Gregorio e Siro. In questo caso ci troviamo davanti a un tipico esempio di torre riconvertita. Nel Medioevo secolo saremmo nell’antico quartiere di Porta Stiera e il campanile della chiesa sarebbe ancora la torre dei Ghisilieri. Famiglia tra le più illustri, potenti e orgogliose, ma anche lussuse della storia di Bologna, ha dato i natali a santi, beati, poeti, giuristi e pubblici magistrati, ma soprattutto a tanti uomini d’arme e combattenti, che altrettanto sangue hanno versato su campi di battaglia tra fazioni e famiglie o sul patibolo. E’ quasi un simbolo, che la loro Torre sia scampata all’esplosione d’ira popolare che nel 1445 portò alla distruzione di tutte le altre case delle famiglia e che dopo essere stata l’immagine della loro tracotanza e della loro indole guerresca, oggi lanci messaggi di concordia attraverso le sue campane. Contrariamente alle evoluzioni delle altre sue consorelle, la Torre Ghisilieri oggi è più alta di quanto non lo fosse in passato. Da sempre a base quadrata, con un lato relativamente piccolo (5 metri circa), al XIII secolo doveva misurare poco più di 20 metri. Conserva ancora le antiche finestre ad arco tondo e la porta circolare, che vedi più o meno all’altezza del secondo piano dell’edificio accanto, ma certamente tra l'anno 1700 e 1800 è stata innalzata di un’altra decina di metri. I muri all’interno della torre sono per contro così rozzi e irregolari da far chiedere agli storici se la sua costruzione non sia addirittura precedente ai Ghisilieri.

Torre Ramponi, fu costruita nel 1120 1121, è alta circa 25 metri, e si trova nella centralissima di via Rizzoli all'angolo con via Fossalta, diciamo all’altezza del Palazzo del Podestà e dobbiamo guardare sul lato opposto della strada, all’angolo con via Fossalta. Gli squarci delle finestre dei palazzi Novecenteschi e i negozi, trovi le vestigia di una delle torri più antiche di Bologna, la Torre Ramponi. Completamente in incognito, non resta alcun riferimento ad una delle più illustri e potenti famiglie Bolognesi del Medioevo, distintasi per l’impegno caparbio nelle lotte intestine di parte guelfa, per il lustro nell’insegnamento universitario e per la costruzione di più d’una torre, in linea con il prestigio del casato, tutte affacciate sul Mercato di Mezzo. Hanno assolto alla loro funzione primaria di difesa, le Torri dei Ramponi, quando hanno dovuto sostenere l’urto furibondo degli Asinelli, che cercavano di stanare Baruffaldino Ramponi, macchiatosi del delitto di un loro congiunto, i Ramponi furono una tra le più illustri e potenti famiglie Bolognesi del medievo anche se oggi non resta più nulla che ne attesti il prestigio, quasi certamente possedevano un'altra torre. I Ramponi si estinsero alla metà del XVII secolo.

La Torre Oseletti Strada Maggioire 34-36, costruita nel XII secolo era alta 70 metri circa. Di epoca recente è il rivestimento della base in blocchi di selenite. La torre è stata inglobata nella costruzione del Palazzo Sanguinetti. Nel lato della torre volta verso il cortile si conserva l'affresco trecentesco di scuola Bolognese raffigurante una Madonna con il bambino.

La Torre Conoscenti, è in via Manzoni 6, la Torre Conoscenti è anche detta "Torre ritrovata", è alta 20 metri.

La Torre Guidozagni, un tempo si affacciava sulla Piazzetta della chiesa di Santo Stefano e Teopompo, i Bolognesi erano tutti d'accordo per abbatterla, oggi scomparsa. La modesta altezza circa 20 metri, e lo scarso spessore dei muri di base circa 1 m., indicano chiaramente che si tratta in realtà di una casa torre, cioè fu effettivamente adibita ad abitazione in Via Albiroli. Nel 1267 i Guidozzani cedettero terreni, case e torri ai monaci agostini per la costruzione della chiesa di San Giacomo Maggiore. Probabilmente costruita all'inizio del XII secolo in origine doveva avere un'elevazione maggiore, gia ché si ha notizia del crollo della sua parte superiore, avvenuto nel 1487 che distrussero la casa che lei era unita.

La Torre Guidozagni, nel 1926 fu restaurata dalla Timo (la società dei telefoni di Bologna), e accolse le scale di accesso alla centrale telefonica. La porta originaria, sormontata da un arco originale, fu rifatta utilizzando marmo anziché selenite, e furono create nuove aperture una porta e alcune finestre. Il restauro permise di salvare la torre dal crollo.

Torre, d'Accursio o detta dell'orologio, Alta 36 metri, include un edicola di 10 metri.

Torre Lambertini, è una "tatorre" alta 25 metri che nel corso dei secoli ha subito rimaneggiamenti.

La torre Bertolotti, metà del 1400 prima della mozzattura doveva essere più alta, oggi è alta 16 metri e ha una base quadrata di 8,64 metri, con muri spessi 1,47 metri.

Torre della Perla o il troncone della Torre Perla, sorge fra la Loggia dei Mercanti e l’antica Casa Sampieri, poi Tolan, in Via Santo Stefano n. 1 e al n. 2 di Via Castiglioni. E’ visibile solo per chi si trova nell’interno della costruzione o dalle Torri Asinelli, questa Torre è alta m. 25, sorge su una pianta romboidale ma piutosto irregolare, con i quattro lati rispettivamente di m. 8,88, 6,33, 7,29, lo spessore dei suoi muri a sacco con cortine a vista di literizio, alla base è di soli m. 0,77 e in cima di m. 0,66.

La Torre degli Uguzzoni, fu costruita tra il secolo XII-XIII.

Casa Torre Catalani

Torre Agresti

Torre di Giovanni II Bentivolio

La torre Specola, La cerchia dei Torresoti,

 

Torre Prendiparte detta Coronata Via Sant'Alo 7

Torrre Galuzzi Corte Galuzzi

Torre Specola Via Zamboni

Torre Alberici P.zza Santo Stefano 4

Torre Bertolotti - Clarissimi Via Farini 15

Torre Arengo P.zza Maggiore 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casa Torri Catalani Via Vicolo Spirito Santo 2

Torre Scappi Via Indipendenza 3/4

Casa Torre Guidozagni Via Albiroli 2

Torre de'Toschi Via de'Toschi 1

Torre Uguzzoni Vicolo Mandria

Torre Lapi Via 4 Novembre (già Laiogone)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torre Lambertini Via Francesco Rizzoli

Torre Carari (Via Marchesana 4/b)

Torre Ramponi (Via Rizzoli 8)

Torre Conoscenti (Via Manzoni 6)

Torre Ghisileri (Via Nazaurio Sauro)

(Chiesa SS. Gregori e Siro) Torre Ghisilieri (Via Monte Grappa 15)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torre Carrari Via Marchesana 4

Torre Agresti (P.zza Gallileo 1)

Torre Accursio o detta dell'orologio - (P.zza Maggiore)

Torre Oselletti Strada Maggiore 34-36

Torre Caccianemici del Orso visibile da Via Gagliera

 Torre Delle Perla Piazza Santo Stefano 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ex Torre Gentilizie Via Castiglione detta Carabbio

Ex Torre Giovanni II Bentivoglio Via Strada Maggiore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra le leggende e i fatti veri delle Torri ce un po di Pasticcio alla Bolognese

Torri cadute

 

 

 

 

 

Ex Torre Guidozagni (Via Rizzoli)

ex Torre Artenisi, e Riccadonna Piazza di Porta Ravagnani

Le Torri Artenisi, Guidozzagni e Riccadonna, erono alte circa 30 metri, erono nei pressi del Palazzo della Mercanzia, isolate dai Palazzi che le inglobavano durante i lavori di allargamento di via Rizzoli e via Caprerie a seguito del piano regolatore del 1889, furono purtroppo demolite negli anni 1917-1918 per l'allargamento del mercato e la cosruzione di nuovi lotti edificabili. (C'è la lapide in cui si ricorda l'abbattimento di alcune torri di Bologna in Piazza Merrcanzia.) Dove sorge il Palazzo della Mercanzia.

Un'altra torre Guidozzagni si trovava nei pressi della Asinelli e della Garisenda, ma fu distrutta, insieme ad altre, nel 1918, per far posto a nuovi fabbricati.

La famiglia nonrisulta più. Nel 1267 i Guidozzagni si privarono di alcuni terreni, case e torri, che cedettero ai monaci agostiniani per la costruzione della San Giacomo Maggiore, nell'attuale via Zamboni.

Eretto tra il 1549 e il 1560 fu la sontuosa abitazione di Alessandro Poggi e del fratello cardinale Giovanni Poggi. All'interno è decorato con gli affreschi di Pellegrino Tibaldi il quale secondo alcuni fu il progettista del Palazzo (secondo altri fu Bartolomeo Triachini). Tra il 1712 e 1725 fu innalzata la Torre della Specola quando il Palazzo divenne sede dell'Istituto di Scienze.

Questa lapide, collocata in Strada Maggiore all'angolo con vicolo Malgrado, è la trascrizione di quella sovrastante in latino. L'iscrizione ricorda un evento del 1455 che fece epoca quando, alla presenza di una folla immensa, il celebre e geniale architetto ingegnere Fioravante Fioravanti, detto Aristotele, con una macchina di sua invenzione trasportò intatta, dalle fondamenta alla cima, per circa 13 metri la Torre del Maggione, che fu poi demolita nel 1825. La torre venne spostata perché impediva di vedere le Due Torri la Porta Maggiore, danneggiando così la prospettiva insieme. Fioravanti fu a Bologna architetto del Palazzo Spada in via Castiglione. Sempre con una macchina di sua invenzione egli posizionò il celebre Campanaccio, la campana Maggiore, sulla torre dell’arengo in piazza Maggiore. Fioravanti fu un personaggio straordinario che viaggiò moltissimo e fu architetto di numerose costruzioni soprattutto nell’Europa dell’Est.

Era la torre dei Tantidenari che erano guelfi cioè geremei (di parte popolana), Strada maggiore 38, il torrione della torre è alto m. 18,50, largo m 7,47, con muri grossi m 1,52 in basso e m 1,21 in cima, era pari al n. 42 Palazzo Poggi, anticamente il Palazzo Tartugni nei pressi di Vicolo Bianchetti. Tantidenari Via Rizzoli angolo Via Tosapecore (oggi scomparsa); fu demolita nel 1917. Sono scorse notizie di queste famiglia: si ricorda Guido, che fu console nel 1188, 1197 e 1209 e andò come rappresentante dal Comune nel 1217 a Mosio, nel Mantovano, a rinnovare la lega di Costanza; fu amico di Re Enzo, che lo ricordò nel testamento.

 

Ex chiesa di San Giobbe: