Basilica di San Domenico

       Fin dal secolo XIII vi era qui una chiesetta dei Frati Domenicani; nel vicino convento, il loro fondatore, San Domenico, morì nel 1221.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAPELLA DEL

ROSARIO

La chiesa venne poi ingrandita nel 1234; infine nel 1734 fu restaurata, è conservato una singolare architettonica fino dal 1728, anno in cui Carlo Francesco Dotti la consegnò alla forma attuale.

La chiesa di San Nicolò delle Vigne entro nel lungo corpo della chiesa Maggiore grazie all'abattimento della parte absidale. Il tempio risultava diviso internamente da un pontile: una parte anteriore, la chiesa primitiva o chiesa esterna, destinata al popolo e l'altra detta chiesa interna con la volta ogivale 1298, per i frati. La faciata romantica, segnata dal grande rosone trasforato del XIII secolo, è stata ripristinata nel 1909 con la demolizione del portico settecentesco che ne occupava la fronte. Accanto alla chiesa svetta l'elegante forma della cappella Gaisilardi disegnata da Baldassare Peru, il fianco del tempio si presenta mosso da diverse capelle fra le quali si distingue quella dei Guidetti, costruita nel 1460 e le gotiche cappelle Pepoli del XIV secolo. Tre navate divise da pilastri nell'assetto dei Dotti è grandioso e ricco di opere d'arte: La navata centrale al di sopra degli architravi presenta dieci riquadri con i fatti storici avvenuto nella chiesa, opera di Giuseppe Pedretti e Vittorio Bigari.

 

 

 

 

 

L'ARCA DI SAN DOMENICO

La capella di San Domenico con abside semicircolarei rivestita in marmo è stata ricostruita su un disegno di Floriano Ambrosini: il prosbiderio accoglie l'arca del Santo, una delle più pure creazioni plastiche del rimascimento. I preziosi rilievi dell'urna sono di Nicola Pisano, al quale venne commissionata l'opera degli alievi di Adolfo di Cambio, Lapo e fra Guglielmo. L'arca collocata da prima nella cripta, venne trasportata in una prima cappella gotica agli inizi del 1400, ma apparendo al quanto disadorna in un ambiente così vasto venne impreziosita con una cimasamarmorea di Nicolò da Bari poi notò per questo lavoro 1469 come Nicolò dell Arca e completata da alcune statue di Michelangelo e di Gerlamo Coltellini.

 

 

 

 

 

 

 

LA MADONNA DELLE FEBBRI

Le numerose opere d'arte figurano un San Tomaso del Guercino, la Natività di Gesù del Cambiaso, nosposalizio mistico di Santa Caterina di Filippino Lippi, San Raimondo di Ludovico Caracci e l'appotesi di San Domenico di Guido Reni. I chiostri del convento Domenicano sono quelli dei morti, cosruito in epoca di nerse a partire dal XIV secolo, e quello Maggiore realizzato dal Teribile del 1551. Da questo ultimo chiostro si passa alla cella dove il Santo si Spense nel 1221 fu sepolto nell'altare di San Nicolò.

La piazza San Domenico pavimenta tainciottoli di fiume, essa era usata per contenere le grandi follec he si radunavano ad ascoltare le prediche dei frati domenicani, in origine separata dalla strada da un muro.

In piazza è presente una colonna in pietre e bronzo, opera di Guido Reni, Madonna del Rosario, 1632, che commemora la fine della epidemia di peste che in quegli anni afflisse la città, mentre nella parte anteriore si eleva la colonna con la statua di San Domenico.

 

 

 

 

 

 

 

COLONNA CON LA STATUA DI BRONZO DI SAN DOMENICO DEL 1627.

COLONNA IN PIETRE E BRONZO, OPERA DI GUIDO RENI, MADONNA DEL 1632, CHE COMMEMORA LA FINE DELL'EPIDEMIA DI PESTE CHE IN QUEGLI ANNI AFFISSE LA CITTA'.

Nella piazza c'è la Tomba dei glossari, di Rolandino,de'Passeggeri 1305, il celebrenotaio che scrisse all’imperatore Federico II, rifiiutandoci la liberazione  del figlio Re Enzo, c'è anche la Tomba di Egidio Foscari del 1289, una terza tomba della famiglia Muzzarelli, simile alle altre due.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NELLA PIAZZA DI SAN DOMENICO, C'E' LA TOMBA DI ROLANDINO DE'PASSEGGIERI IL C'ELEBRE NOTAIO.

NELLA PIAZZA DI SAN DOMENICO C'ERA UNA TOMBA DELLA FAMIGLIA MUZZARELLI

NELLA PIAZZA DI SAN DOMENICO, C'E' LA TOMBA DI EGIDIO FOSCHERARI 1829.