Burattini e burattinai bolognesi

        Tutti gli anni riappare il vecchio teatrino dei burattini, specialmente per Carnevale, nei saloni dei circoli ricreativi; lo si vede anche in certe piazzette della periferia, nelle calde serate estive.

        Quando non esistevano ancora gli spettacoli cinematografici, radiofonici e televisivi, il teatrino delle “teste di legno” era uno svago preferito delle famiglie. Davanti alla misera baracca, ricoperta di tela, c’era sempre un pubblico attento di grandi e di piccini, già ben disposti all’applauso

        Le gloriose teste di legno risalgono a duecento e più anni  fa, quando i burattinai impiantavano i loro teatrini nei punti centrali della città: in Piazza Maggiore, in Piazza del Nettuno ù, in Corte Galluzzi, presso la Mercanzia, in via Galliera, dovunque fosse disponibile uno spazio capace di accogliere quanta più gente possibile.

        Molte apprezzate furono le recite di una celebre famiglia di burattinai, Filippo e  Angelo Cùccoli ( padre e figlio ), che diedero ininterrotti spettacoli dal 1831  al 1903. furono così rinomati che ancora oggi è rimasto il detto “ andare nel panierone di Cùccoli”, cioè non servire più a niente, così come i burattini che i Cùccoli gettavano alla rinfusa, alla fine della recita, in un panierone di vimini . 

        L’immancabile protagonista di ogni dramma o farsa dei burattini è Fagiolino, che rappresenta l’arguta esuberanza del popolo bolognese. Ha viso pieno e ridente, con una berretta bianca terminante da un fiocco (il caratteristico berretto del popolino del Seicento), che agita continuamente. Egli non sogna altro che tagliatelle asciutte, un fiasco di vino e… il trionfo della Giustizia ! A questo scopo si serve di un nodoso randello. Che spesso e volentieri fa scendere sui prepotenti, senza tanti riguardi.

         Inseparabile amico di fagiolino è Sganapino. Anche lui ha la faccia colorita e ridente, con un lunghissimo naso in su e uno strano berretto a larga visiera. Parla con molta flemma, commentando i più grossi spropositi, ma è furbo specialmente quando si deve procurarsi un buon piatto di pasta asciutta. Per non essere da meno dell’amico, Sganapino spesso adopera contro i bricconi la sua fedele scopa .

        Il burattinaio Angelo Cùccoli, che montava il suo teatrino sotto il Voltone del Podestà nei pressi di Piazza San Francesco, fu ammirato soprattutto per l’arguzia che al burattino Fagiolino, mentre si deve ad un suo aiutante, Augusto Galli, la celebrità di Sganapino.

        Fagiolino e Sganapino, insieme al loquace Dottor Balanzone, sono i tre burattini più popolari e più amati di Bologna.