Cassa di Risparmio

L'Istituto, fondato in meno di cinque anni dal marchese Carlo Bevilacqua nel 1837, ebbe come prima sede il palazzo del Podestà. La nuova sede venne costruita sull'area resa libera dalla demolizione di un borgo medievale, dove più tardi sorgerà l'edificio delle Poste e verrà creato il giardino di piazza Minghetti. L'edificio, progettato da Giuseppe Mengoni tra il 1868 e il 1876, venne realizzato con materiali di grande qualità. Nell'interno, decorazioni di L. Samoggia e sculture di A. Colombiani, G. Pacchioni e G. Galletti. Negli anni '50 il cortile interno fu coperto con un solaio che ha modificato gli spazi originali.

Il maestoso edificio rivestito di marmi variegati e rifiniture in ferro e ghisa. Numerosi interventi di restauro e di abbellimento, sono successi negli anni di attività dell’istituto bancario fondato nel 1837. In particolare nel 1937 si compie un generale rinnovamento artistico del piano nobile ed un riassetto razionale dei servizi generali del secondo piano. In occasione del centenario la galleria del primo piano viene completamente risagomata e decorata su tre bracci a levante, ponente e settentrione. Tra 1955 e 1956 si compie invece la copertura del cortile interno con la conseguente creazione dell’ampio atrio destinato all’apertura al pubblico.
Tra gli ambienti interni si segnalano:
Lo Scalone d'Onore, il sontuoso accesso al piano nobile, sfavillante di marmi e ornamenti plastici opera degli artisti Bolognesi Marzocchi, Vespignani e Galassi. Preceduto da una splendida cancellata in ferro battuto e ghisa del 1872, ornato di una balaustra di Davide Venturoli e ritmato da vasi marmorei di Ferdinando Amadori, ospita una lapide bronzea modellata da Giuseppe Romagnoli su disegno di Edoardo Collamarini, ed un rilievo in bronzo di Bruno Boari. Alla base della scalinata si scorge un curioso dettaglio: una piccola rana che, secondo alcuni alluderebbe alla povertà.
Anticamera del Consiglio,l'elegante salone del piano nobile curato fino ai minimi dettagli da Giuseppe Mengoni ospita due antiche casseforti.
Biblioteca, con pregevoli stucchi sul soffito e Sala del Comitato, che ospita i ritratti dei presidenti: si tratta di due sale particolarmente significative per il mobilio e i rivestimenti in legno pregiato.
Sala dei Cento, sobrio ambiente delle assemblee, con le sorprendenti decorazioni a trompe l'oeil eseguite da Luigi Samoggia e gli arredi in noce scuro maculato dell'intagliatore Carlo Fraboni. Ospita le effigi dei benemeriti della banca e le lapidi commemorative dei azionisti e soci fondatori
ll Salotto Azzurro dalle preziose tappezzerie damascate, La Sala del Consiglio con gli stemmi dei capoluoghi di provincia dell'Emilia-Romagna, il Salotto Presidenziale ed il Salotto del Basoli ospitano le opere di Nicola Bertuzi, Carlo Lodi, Antonio Beccadelli, Pietro Roppa, Bernardo Minozzi, Ercole Drei, Lorenzo Pasinelli, Giovanni Romagnoli, Guercino, Giuseppe Maria Crespi, Annibale Carracci, Donato Creti, Antonio Basoli, Pietro Poppi e Pelagio Palagi.