Chiesa di San Procolo

In Via d'Azeglio 54, tra il secolo XIV e il XV l'edificio è stato restaurato in gotico nell'Ottocento, oggi evidente solo nella facciata. Il primio edificio romanico fu trasformato già nel 1384 e ampliato nel Cinquecento,  fu trasformato dagli architetti Antonio Morandi detto "il Terribile" 1535 - 1537, le modifiche furono fatte nella parte absidale da Domenico Tibaldi. Ulteriori modifiche si ebbero nel 1744, ad opera di Carlo Francesco Dotti. Meritevoli di attenzione nelle cappelle varie e opere d'arte l'arca di San Procolo, di epoca tardo romana. All'interno si trova l'altar maggiore di Torreggiani 1752 con affresco di Pedretti; la cappella di San Procolo, sempre del Torreggiani, con dipinto dell'Angelo e opere di Cesi, Graziani, Pedrini. L'altare è costituito dall'arca di San Procolo, sarcofago romano del IV secolo, modificato nel XIV secolo.

La chiesa odierna, il cui primo nucleo risale al IV secolo, fu eretta dopo il milesimo, nelle vicinanze di un famoso convento benedettino Secondo alcuni studiosi, questo convento avrebbe ospitato anche Graziano, l'autore del famosissimo Decretum: certamente fu centro di aggregazione della prima Università oltre che di spiritualità.

Vi è custodito il sepolcro di San Procolo, uno dei primi martiri della tradizione cristiana Bolognese.

Nell'ex convento annesso alla chiesa cera l'Istituto di Maternità e Infanzia e sulla porta c'è ancora lo stemma della Repubblica Francese 1796. Sono qui notevoli i chiostri e i saloni del XVI e XVII secolo.