Chiesa di Santa Maria e San Valentino della Grada

Chiesa di Santa Maria e San Valentino della Grada Via Calari 8, il nome della chiesa deriva dalla Grada di ferro, ancora visibile, attraverso la quale il Canale di Reno entrava dalle mura della città.

Qui veniva venerata un'immagine della Vergine posta nel luogo intorno al 1576 all'inizio del seicento la congregazione di Sant'Antonio da Padova costruì sul sito un oratorio in seguito ampliato in una chiesa.

La costruzione della scala interna fu iniziata nel 1725 all'interno si conserva la reliquia di San Valentino prete e martire l'interno della chiesa è a navata unica con due altari laterali a differenza di altre, la cappella maggiore non è collocata in un baraccano sporgente dalle mura ma l'effetto della profondità è dato escludendo le due porzioni laterali dell'edificio, in cui non sono ricavate come da modello tradizionale altrettanto cappelle bensì vani di servizio e di collegamento a sinistra con la sacrestia e con il torrione della grada a destra con l'oratorio superiore si accede per una stretta scala e con le due piccole stanze d'abitazione del custode con lo stesso espediente sono ricavate le due cappelle laterali realizzate come la maggiore entro nicchie voltate a botte considerando la profondità della cappella centrale ed escludendo il portico e la pianta dell'edificio risulta disegnata su un quadrato perfetto di circa 13,7 metri per lato All’interno è impostato su un doppio ordine architettonico che si ripete identico sui quattro lati gli archi a tutto sesto delle tre cappelle e della porta centrale sono inquadrati da un ordine gigante costituito da coppie costruite e ripetute in scala minore anche al secondo livello, l'aspetto neoclassico della decorazione pittorica della Chiesa è San Valentino prete e martire del quale all'interno si conserva come reliquia il capo. Al primo piano si trova l'antico oratorio della Compagnia un ambiente a pianta rettangolare coperto da tre volte a vela affiancate che riprende l'impostazione della chiesa sottostante riproponendo le coppie in questo caso di ordine ionico con questo espediente viene a crearsi un'illusoria articolazione spaziale che sopperisce alle dimensioni ridotte dell'oratorio.

Fino al XX secolo la città di Bologna era percorsa e caratterizzata da molti canali che costituirono la forza motrice per i mulini ed i filatoi dell'industria della seta e furono importanti le vie d'acqua, utilizzate per il trasporto di merci e persone a Bologna aveva anche un importante Porto sul Canale Navile da cui era possibile navigare attraverso le Valli Ferraresi raggiungere la città di Venezia senza mai toccare terra.

Iniziata nel 1725 e non ancora conclusa nel 1728  la realizzazione della scala che conduce all'oratorio superiore della chiesa di Santa Maria della Grada è considerato l'intervento più significativo dei lavori di ristrutturazione che interessarono l'edificio nel XVIII secolo.

Canale trascurati maleodoranti e causa di frequenti epidemie di colera, furono interrati gran parte dei Canale di Reno scomparve tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo, e gli ultimi tratti rimasti scoperti vennero sigilati nel 1957, ora le sue acque scorrono al di sotto della chiesa.

La Chiesa ebbe il nome della Grada.