Chiesa di Santa Maria Maddalena

Il Copianto Crito morto

Chiesa di Santa Maria Maddalena Via Zamboni 49. Le origini della chiesa risalgono al secolo XI, alla fin del 1291 la chiesa fu concessa alle suore domenicane di Santa Caterina di Quarto. Durante gli interventi di restauro e l'ampliamento nel 1758 fece il progetto per la ricostruzione dell'edificio poi dal capomastro, la facciata bicroma della chiesa si erge nel tratto conclusivo di via Zamboni, verso porta San Donato, in prossimità dell'incrocio con via Belle Arti, le religiose fecero costruire il portico anteriore nel 1564 inferiore e anteriore con arcate aperture architravate, concluso da un altana superiore; lungo il basamento della terrazza si trovano due bassorilievi in terracotta realizzati nel 1895, nel 1861-1931 con episodi della vita della Maddalena.

 

 

 

 

 

 

La Madonna delle Febbri

Nella chiesa sono conservate molte opere d'arte: nella seconda cappella a sinistra, si trova il Compianto su Cristo Morto in terracotta policroma, opera del 1681 di Giuseppe Mazza 1653-1741 nella prima cappella di destra la Madonna delle Febbri attribuita a Lippo di Dalmasio 1352-1410 e nella terza cappella, sempre a destra, l'Immacolata Concezione, opera lignea policroma di Angelo Piò 1690-1770, sull'altare maggiore è la conversione di Santa Maria Maddalena realizzata nel 1580 dal pittore Francesco Cavazzoni 1559-1612 ca..

Nel 1758 la ricostruzione e il nuovo ampliamento dell'edificio furono affidati ad Alfonso Torreggiani che ne elaborò il progetto, attuato poi dal capomastro 1714-1783. La chiesa fu riaperta al culto nel 1763 e circa un secolo dopo subì un importante restauro.

La parte superiore della facciata, scandita da paraste, con finestra centrale, è caratterizzata da timpano triangolare e volute laterali. L'interno, ad unica navata divisa in tre campate con cappelle laterali comunicanti è caratterizzato dall'impiego dell'ordine corinzio. Un arco trionfale, impostato su due colonne libere, inquadra la cappella maggiore; lo stesso motivo si ripete sulla controfacciata. Il sistema di copertura della navata e dell'area presbiteriale è decorato da affreschi del XX secolo.

Le origini della chiesa di Santa Maria Maddalena risalgono al secolo XI, quando la primitiva costruzione sorgeva dove era l'Oratorio di Santa Croce, attuale sagrestia. Le religiose fecero costruire il portico anteriore nel 1564 su progetto dell'architetto Giovanni Piccinini e attuarono vari ampliamenti e restauri, ma nel 1668 furono trasferite nel monastero di San Giovanni Battista in via Sant'Isaia e la chiesa ridiventò parrocchia, nuovamente dedicata a Santa Maria Maddalena.

 

 

 

 

San Lazzaro e Santa Marta