Collegio di Spagna

Un’Istituzione secolare tra le Vie di Bologna: Il Collegio di Spagna Via Collegio di Spagna 4. Sulla parete d'angolo detta Casa del Cervantes appaiono gli stemmi della corona di Spagna e del fondatore.

Il collegio è strutturato a due piani con un cortile centrale porticato attorno al quale sono distribuiti i locali e che si trova la chiesa gotica di San Clemente, il chiostro è dominato dalla chiesa contenuto nell'abside della cappella di San Clemente fu distrutto nel 1914, che conserva sull'altare un polittico di Marco Zoppo e un affresco forse di Andrea de' Bartoli 1368, in sacrestia dipinti di Lippo di Dalmasio e Crespi. Nel loggiato superiore affresco di Pupini 1524.

Nel loggiato superiore a volte gotiche appaiono decorazioni pittoriche tra cui una Madonna che sparge fiori di Biagio Pupini di tipo Raffaellesca, un affresco di Annibale Carracci, vi sono inoltre due affreschi di Bartolomeo Ramenghi detto anche Bartolomeo da Bagnacavallo.

Le camere dei studenti si affacciano sulla parte esterna con struttura fortificata provvista di merli la facciatta esterna fu successivamente rimodellata in stile tra il gotico e il rinascimentale.

Il collegio fu voluto dal Cardinale Egidio Albornoz nel 1310-1367 arcivescovo di Toledo nel 1364 quale istituto per accogliere gli studenti spagnoli, venne costruito sotto la direzione di Matteo Gattaponi da Gubbio.

Il cardinale aveva lascito un testamento per la sua morte il 29 settembre 1364.

Fra gli studenti di rilievo che il collegio ha ospitato vi sono Antonio de Nebrija, Ignazio di Loyola, Pietro d'Arbués e Miguel Cervantes. Nel 1530 vi fu ospitato Carlo V d'Asburgo per quattro mesi in occasione della sua incoronazione per imperatore avvenuta nella Basilica di San Petronio.

Erano tenuti ad una disciplina molto rigida: presenziare ai pasti: rientrare a sera, non accogliere donne, gli studenti potevano vestire con abiti di panno nero e cappuccio di panno morello, erano vietate stoffe preziose e di altri colori, le punizioni per non aver rispettato le regole consistevano da una dieta a pane e acqua fino all'espulsione, il cibo era abbondante.