Ex Chiesa di San Mattia

Ex Chiesa di San Mattia Via Sant'Isaia 14, oggi è una chiesa sconsacrata.

In origine le monache di San Mattia erano residenti nel dormitorio del Monte della Guardia, custodi della Basilica di San Luca, poi dal 1254 in un convento subito fuori Porta Saragozza che fu distrutto gli scontri nel 1357 Bolognesi e Visconti, in seguito a questi eventi e dopo alcuni anni ricostruirono un nuovo convento, periodo di dispersione le monache si stabilirono in alcune sue proprietà presso la parrocchia di Sant’Isaia, poi ingranditi fino a costituire l’attuale monastero.

Dal XVI secolo San Mattia assunse grande rilievo, diventò un importante luogo di devozione cittadina, l’immagine della Madonna Beata Vergine San Luca, dal 1476 al 1798, vi si fermava due giorni durante la sua annuale processione.

27 novembre 1506, le suore del Monte della Guardia corsero il pericolo nel novembre 1573, di essere costrette a lasciare il dormitorio e ritirarsi tutte in San Mattia. Il pericolo fu sventato a prezzo di un ritorno alla vita claustrale più rigorosa.

Intanto il complesso di San Mattia si ingrandiva lungo la via San Isaia in profondità nel 1533 le suore compravano dai frati di San Francesco un terreno ortivo con una casa in previsione di ampliare il convento, ma nella Pianta Vaticana è ancora evidente l'aspétto e la scarsa ampiezza del convento e della chiesa. Nel 1575 le suore prendevano infatti accordi con Giovanni e Francesco il Terribile della famosa famiglia di architetti e capomastri costruttori per la costruzione della loro nuova chiesa e nel 1576 chiedevano al Senato la concessione di potere avanzare sulla via pubblica di Porta Pia, con la facciata della loro chiesa che si vuole costruire, Jorne sintetizzava l'archivista Filippo Alfonso Fontana.
Costruita nel XIII secolo, come sede cittadina delle monache di San Luca, e fu riedificata nel 1580 - 1584 come parte del nuovo convento, si iniziò a scavare le fondamenta del portico, il 22 settembre 1581.

Ex monastero di San Mattia Domenicane che ospitò fino al 1799, a seguito delle guerre napoleonica, il convento fu soppresso nel 1799 e ceduto a privati. A partire dagli anni 1830 e fino ai nostri giorni.

La chiesa fu sconsacrata e venne adibita a magazzino finché alla fine degli anni 1970 non fu ceduta dal comune, insieme a parte dell'ex convento restauro iniziato nel 1981.

All'interno si conservano ricche ancore di marmo e decorazioni e affreschi.