Ex Ospedale di Santa Maria della Vita

Riniero Barcobini, fondato nel 1260 della confraternita dei battuti bianchi, di San Maria della Vita, e organizzò un ospedale che si dedicasse alla cura ed all'accoglimento di infermi e pellegrini, l'ospedale e la Confraternita iniziarono ad operare verso il 1275, fu il primo ospedale cittadino e Itagliano, nel 1796 espropriò la Confraternita e, unendo nel 1801 questo ospedale con quello della Morte, formò il grande Ospedale della Vita e della Morte nel quale confluirono anche gli ospedali di San Francesco, San Biagio della Trinità e di San Antonio Abate, Ex chiesa di San Giobbe .

Riniero Barcobini famiglia Bolognese, diceva di essere ispirato a questa missione dalla Vergine, Riniero eremita e frate minore poi Beato, i suoi membri provedevano ad assistere i pellegrini e i malati nell'attiguo ospedale loro ne furono affascinati tanti altri, dal Malvasia a D'Annunzio, da Adolfo Venturi a Cesare Gnudi, da Antonio Paolucci ad Andrea Emiliani. Una "testimonianza" del lavoro e del grande valore artistico, religioso ed anche "sanitario", che oggi è affidato per la sua salvaguardia e per la sua fruzione all'Azienda Sanitaria cittadina, oggi sopressa nel 1798 la confraternita, il polo assistenziale venne trasferito in Via Riva di Reno e potenziato, in modo da formare il primo nucleo ospedaliero di Bologna, ma il 23 luglio 1943 fu distrutto dai bombardamenti, e quindi ricostruito nella sua sede in Largo Bartolo Nigrisoli, fuori Porta Saffi il futuro Ospedale Maggiore, molto ammirato nelle testimonianze dei viaggiatori di pasaggio per Bologna.

Questo gruppo in terracotta collocato nel vecchio ospedale prima della costruzione dell'Oratorio, tratto dai vangeli apocrifi e dalla leggenda Aurea di Jacopo da veragine, l'episodio dei Funerali della Vergine narra un tema poco conosciuto, la cui scelta non si motiva al di fuori di quel particolare momento storico, quando più aspra stava diventando la pressione dei tribunali dell'inquisizione in Spagna, Portogallo e Paesi Bassi. La scena rappresenta infatti la punizione subita da un ebreo da parte di un angelo, sceso dal cielo a fermarle la mano alzata contro il feltro della Vergine. Per mitigare la violenza del tema, compresibilmente poco diffusa, la statua dell' angelo venne rimossa solo in occasione dei recenti interventi di restauro, anche questa scultura da sacra rapresentazione, identificata da Alessandro Conti, venne ricollocata nell'assetto originario.

Ex Ospedale è diventato, un Museo contiene oggetti della stona dal Santuario e dalla confraternita religiosa e il tesoretto del Santuario: turiboli, navicelle, estensori, pissidi, materiali sei-settecenteschi in argento e in altre materie preziose. Parametri sacri, quadri, il famoso gioiello del Re Sole, ritratto da Jean Petitot su una miniatura tempestata di pietre preziose; ed in fine una parte di materiali già "scentifici", come ad esempio 150 alberelli da farmacia provenienti dalla vecchia farmacia dell'ospedale, una bilancia settecentesca ed altri strumenti sanitari provenienti dalla medesima farmacia. Dal Museo vi è un accesso diretto all'Oratorio. In cui l'opera più importante, che sta quasi alla pari con il Compianto di Nicolò è il Transito della Vergine di Alfonso Lombardi (1497-1537); gruppo di 15 statue in terracotta, poco più grandi del naturale.