GIARDINI MARGHERITA

Nel 1868, il Comune di Bologna approva l'acquisto di un terreno, per la somma di circa 150.000 lire, dal conte Angelo Tattini.

Fra Porta Castiglione e Porta Santo Stefano, luogo dove esisteva fin dal Trecento, uno dei primi conventi di clarissa della città, una piccola chiesa dedicata a Santa Chiara, distrutta sulla fine dell'Ottocento.

I giardini Margherita sono i più vasti della città di Bologna: occupano un'area di 26 ettari, vennero realizzato su disegno del piemontese Conte Ernesto Balbo Bertone di Sambuy e l'igegner Tubertini, cominciati nel 1875; venne inaugurato il 6 luglio 1879, fu dato il nome della prima Regina d'Italia Margherita, in omaggio alla moglie di Umberto I. Durante i lavori per la realizzazione del parco.

Nell'area venne alla luce un vastissima necropoli etrusca richissima di reperti,(oggi conservati al Museo Civico Archeologico di Bologna) dove proviene la pregevole tomba in travertino che si ammira ai margini del prato centrale. Entrando dall'ingresso di porta Santo Stefano, si vede la statua in bronzo del Re Vittorio Emanuele II; questa statua equestre, fino dal 1944, era al centro di Piazza Maggiore, come si entra nel giardino incontri ampi viali alberati, sono evidenti i legami con i giardini all'inglese o romantico di cui il progetto Sambuy costituisce un tardo esempio, il progettista decise di dare un forte impatto visiva, molto suggestivo, ancora oggi praticamente inalterato nelle sue linee essenziali; ottenuto attraverso armonie o contrasti del fogliame e delle piante in cui predominano le specie caduci foglie e autoctone, si riconoscono tigli, querce, tassi, cedri, importanti esemplari di plantani, pini, ipocastani, magnolie disposti in gruppi che si aprono su ampi spazi all'interno di un tracciato costituito da viali principali e secondari di notevole suggestione, i percorsi, tra cui spicca quello del laghetto, creato, con le acque del Savena e corredato di chalet, ponticello, isola artificiale, flora e fauna acquatiche sono di particolare effetto nelle giornate festive, piccole barche a remi animavano il grazioso laghetto; è il breve tratto all'aperto che ancora compie l'antico canale che riceve l'acqua nel fiume Savena 1176 e la rimanda nel torrente Apposa una delle vie d'acqua che un tempo caratterizzava la città, c'era la gabbia dei leoni e il grande recinto dei daini (oggi gli animali non ci sono più), vi è un apposito spiazzo per i giochi dei bimbi. La Palazzina è sede della (Biblioteca dei Ragazzi), ricca di oltre tre mila e cinquecento volumi, offerti gratuitamente in lettura agli alunni delle scuole elementari e medie. Questi giardini ospitavano anche una Scuola all'aperto per babini gracili, un galoppatoio con pista a ostacoli (oggi non ci sono più), ci sono i campi da tenis.