Giardino di Villa delle Rose

La Villa si erge sul poggio denominato Monte Franco, un'antica residenza divilleggiatura indicata nei catasti settecenteschi come Casina Cella, dal nome dei primi proprietari, viene edificata nella seconda metà del 1700 al posto di una preesistente dimora di campagna appartenuta agli Spannocchi (famiglia di origine senese). La scalinata, che da via Saragozza sale fino al portichetto che precede la villa, dà l'origine al nome di Villa la Scala. Costruito alla fine del 1800 la proprietà passa alla famiglia Cella, e poi Pepoli e successivamente ad altre famiglie fino ai Armandi Avogli, che nel 1907 affidano all'architetto Dante Trebbi l'opera di restauro della villa e del giardino. Per donazione dell'ultima proprietaria, Nerina Armandi de' Piccoli vedova del conte Guelfo Armandi Avogli, nel 1916 il Comune di Bologna acquisisce l'immobile e lo adibisce a sede della Galleria D'Arte Moderna verso la fine degli anni 1920. Durante la seconda guerra mondiale la villa viene utilizzata come ospedale, l'istituzione museale decade fino al 1961, al 1975 si trasferì nella nuova sede presso la Fiera District. Dopo una lunga chiusura seguita dal restauro la villa é stata recuperata e destinata alla dependance espositiva della Galleria D'Arte Moderna.

Per abbondanza dei fiori la villa prese il nome di Villa delle Rose. Nel suo giardino comprende un giardino all'italiana ed un' inglese, ricco di essenze rare, si possono ancora ammirare varie sculture del primo Novecento tra cui quelle di Romagnoli, Baruzzi, Montaguti, Legnani, Drei e Boni. Nel piazzale davanti all’edificio spicca un superbo esemplare di faggio; tutt’intorno sono disposte varie opere scultoree risalenti alla fine del 1800 e ai primi decenni del 1900. Il parco, che si estende per poco meno di due ettari sulle prime pendici del colle della Guardia, è caratterizzato dalla presenza di un giardino ornamentale di sempreverdi soprattutto esotici (abeti di Spagna, tassi, cipressi, cedri, magnolie, pini, un’araucaria), siepi di Poncirus trifoliata e tasso, uno scenografico viale di ippocastani.