%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="CP_ACP"%>
scomparso
- del Mercato di Mezzo, l'odierna via Rizzoli. I proprietari del caffè,
ardenti patrioti, l'avevano adobbato con tendaggi e coccarde tricolore. Forse
per questo l'ufficiale chiese ad alta voce, con tono beffardo, che gli venisse
servito una bibita a tre colori. La risposta fu immediata;
volarono sedie, bottiglie e bicchieri. L'ufficiale fuggì malconcio
e chiese aiuto ad alcuni compagni, ma anch'essi ebbero una dura lezione. Intanto
altre zuffe avvenirono in diversi punti della città. Il Generale, che comandava
le truppe ausriache, ordinò al Governatore di Bologna di cosegnargli
quei cittadini che avevano percorso i suoi soldati. Invece di obbidire all'ordine,
i Bolognesi corsero alle campane delle chiese e le suonarono a stormo, che
chiamavono il popolo al combattimento. Gli Austriaci, che occupavano
tre porte della cttà - Lame, San Felice, e Galliera - tentavono allora
di penetrare in Bologna. Ma un coraggioso operaio, fra il trepitare della
fucileria, chiuse la Porta Lame, mentre altri cittadini scacciavano il manico
da Porta San Felice. Un migliaia di Ausriaci,
con tre cannoni e uno squadrone di cavallieri, riuscì invece ad entrare
in città da Porta Galliera; occupata l'altura della Montagnola ,
si schierarono in ordine di battaglia. Molti popolani, specialmente
i fochini di via del Borgo di San Pietro, si armarono nelle più strane
maniere, con vecchi fucili, pistole, scieabole e forcali, corsero verso la
Montagnola. Allora gli Ausriaci incominciarono a sparare.I citadini, nascosti
dietro le colonne dei portici, dalle finestre e dai tetti risposero coraggiosamente
al fuoco. Solo quando un proiettile colpì a morte il comandante dell'artiglieria
nemica, gli Austriaci si ritiravano fuori Porta Galliera. Il combattimento dell'8
Agosto durato tre ore, dalle cinque alle otto del pomeriggio. Quando calò
la sera le campane anuciarono festanti la vittoria. In quel giorno glorioso,
nobili e popolani, uomini, donne e persino ragazzi, tutti parteciparono alla
liberazione di Bologna. I Bolognesi ebbero 59
morti e più di altrentanti feriti: gli Austriaci persero oltre di 400
uomini. Cinquantacinque anni
dopo, venne eretto sulla Montagnola, nel luogo ove si solse la battaglia,
il monumento che ricorda l'eroico episodio.