<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="CP_ACP"%> Il Combattimento dell'Otto Agosto

Il Combattimento dell'Otto Agosto

La mattina dell'8 Agosto 1848, gli Austriaci erano accampati fuori le mura di Bologna e minacciavono di occuparla. Alcuni militari, nonostante i patti conclusi, entrarono armati in città, percorrendo con arroganza le vie del centro. Questo accrebbe l'odio della popolazione verso gli invasori. Sul mezzogiorno, un ufficiale austriaco entrò in un vecchio caffè - oggi scomparso - del Mercato di Mezzo, l'odierna via Rizzoli. I proprietari del caffè, ardenti patrioti, l'avevano adobbato con tendaggi e coccarde tricolore. Forse per questo l'ufficiale chiese ad alta voce, con tono beffardo, che gli venisse servito una bibita a tre colori. La risposta fu immediata; volarono sedie, bottiglie e bicchieri. L'ufficiale fuggì malconcio e chiese aiuto ad alcuni compagni, ma anch'essi ebbero una dura lezione. Intanto altre zuffe avvenirono in diversi punti della città. Il Generale, che comandava le truppe ausriache, ordinò al Governatore di Bologna di cosegnargli quei cittadini che avevano percorso i suoi soldati. Invece di obbidire all'ordine, i Bolognesi corsero alle campane delle chiese e le suonarono a stormo, che chiamavono il popolo al combattimento. Gli Austriaci, che occupavano tre porte della cttà - Lame, San Felice, e Galliera - tentavono allora di penetrare in Bologna. Ma un coraggioso operaio, fra il trepitare della fucileria, chiuse la Porta Lame, mentre altri cittadini scacciavano il manico da Porta San Felice. Un migliaia di Ausriaci, con tre cannoni e uno squadrone di cavallieri, riuscì invece ad entrare in città da Porta Galliera; occupata l'altura della Montagnola , si schierarono in ordine di battaglia. Molti popolani, specialmente i fochini di via del Borgo di San Pietro, si armarono nelle più strane maniere, con vecchi fucili, pistole, scieabole e forcali, corsero verso la Montagnola. Allora gli Ausriaci incominciarono a sparare.I citadini, nascosti dietro le colonne dei portici, dalle finestre e dai tetti risposero coraggiosamente al fuoco. Solo quando un proiettile colpì a morte il comandante dell'artiglieria nemica, gli Austriaci si ritiravano fuori Porta Galliera. Il combattimento dell'8 Agosto durato tre ore, dalle cinque alle otto del pomeriggio. Quando calò la sera le campane anuciarono festanti la vittoria. In quel giorno glorioso, nobili e popolani, uomini, donne e persino ragazzi, tutti parteciparono alla liberazione di Bologna. I Bolognesi ebbero 59 morti e più di altrentanti feriti: gli Austriaci persero oltre di 400 uomini. Cinquantacinque anni dopo, venne eretto sulla Montagnola, nel luogo ove si solse la battaglia, il monumento che ricorda l'eroico episodio.

Nella faciata del Palazzo Comunale, è murata una lapide che reca incisi i nomi dei caduti.