La morte del “Francia”

                        Nei primi anni del 1500, era già celebre a Bologna, il grande pittore che tutti chiamavano il “Francia”, pronunciando in dialetto il suo nome di battesimo.

                        Noto nel 1450 da povera famiglia, lavorò prima presso un orefice, poi divenne così esperto che poté avere una sua bottega. Egli sapeva incidere meravigliosi oggetti d’oro e d’argento: molti Principi gli ordinavano il loro ritratto da far riprodurre in medaglie e in monete.

                        Il Francia aveva già quarant’anni, quando decise di conquistare la gloria anche nella pittura. In breve tempo i suoi quadri, in cui erano dipinte delicate Madonne e belle figure di Santi, meravigliarono i Bolognesi e i forestieri. Molti acquistavano le sue pitture per adornare palazzi e chiese.

                        A Roma, in quel periodo, era famoso il giovane Raffaello Sanzio. I due artisti non si conoscevano; ma i viaggiatori, che avevano visto le opere dell’uno e dell’altro, ne parlavano con entusiasmo.

                        Raffaello aveva più volte manifestato la sua ammirazione per l’anziano pittore bolognese. Le lodi che riceveva e il rispetto di Raffaello suscitano nel Francia un grande orgoglio. Egli non aveva mai visto le opere del giovane artista, ma pensava di essergli pari e persino superiore.

                        Un giorno, il Francia ricevette una lettera di Raffaello, che gli scriveva, di avergli inviato il quadro raffigurante l’estasi di Santa Cecilia, dipinto per una nobile signora bolognese. Raffaello lo pregava con molta grazia di sorvegliare perché il quadro fosse collocato nel migliore dei modi; gli diceva di ritoccarlo, e persino di correggerlo, se avesse patito dei danni durante il viaggio.

                        La lettera tanto gentile e l’occasione di vedere finalmente un’opera del suo giovane rivale suscitarono nel Francia una straordinaria impazienza.

                        Il quadrò arrivò alla fine del 1516. L’artista non era in casa e i suoi allievi lo appesero ad una parete in modo che fosse bene in luce. Quando egli giunse davanti al dipinto di Raffaello, si sentì abbagliare dalla figura dolcissima diSanta Cecilia e rimase stupito dalle espressione degli altri santi.

                        All’improvviso, il vecchio pittore comprese che la sua arte non era niente in confronto a quella di Raffaello. Egli rimase a lungo davanti a quel capolavoro. Ad un tratto si prese il volto fra le mani, quasi volesse nascondere la vergogna che provava, e pianse. Pianse disperato, volgendo gli occhi pieni di lacrime verso la bellissima Santa, e chiese perdono al Cielo del suo peccato di orgoglio.

                        Poi il vecchio artista cadde svenuto. I suoi allievi lo portarono sul letto e chiamarono un medico, ma nessuna cura valse a salvarlo. La sera del 6 Gennaio 1517, Francesco Francia venne trovato morto.