Le Rane di Luigi Galvani

         Nato a Bologna nel 1737, Luigi Galvani fu uno scienziato di grande  impegno; nelle scuole dell’Archiginnasio, insegnò per trent’anni  chirurgia, fisica e chimica.  

         Nel 1786, Galvani si dedicò ad alcuni esperimenti che dovevano portare a una grande scoperta.

         Un giorno, lo scienziato si trovava nella cucina di casa sua; sul tavolo vi erano delle rane già preparate per fare un brodo. Per combinazione egli toccò una di quelle rane con un oggetto metallico: subito l’animale cominciò a muoversi a scatti, come fosse ritornato vivo e nuotasse ancora nello stagno ove era stato pescato.

         Luigi Galvani volle rendersi conto dello strano fenomeno. Prese delle altre rane, tolse loro la pelle, la testa e i visceri, lasciando  solo le zampe posteriori attaccate alla colonna vertebrale. I nervi di questa vennero uniti ad un filo di metallo, collegato alla grondaia di casa, e le zampe degli animali furono legate alla ringhiera della terrazza.

         Lo scienziato osservò allora che, quando il cielo era solcato dai lampi del temporale, le rane si dibattevano come se volessero liberarsi. L’esperimento fu ripetuto nel laboratorio, per mezzo di una macchina che produceva scariche elettriche.

         In tal modo Galvani comprese che nei corpi vi è una forza che provoca i movimenti, anche senza la  volontà del cervello. Quella forza, fino ad allora sconosciuta, egli la chiamò “elettricità animale”. I risultati degli studi vennero descritti dal Galvani in un libro, e servirono poi per molte altre meravigliose scoperte, quali l’energia elettrica e la radio.

         Luigi Galvani morì all’età di 61 anni e venne sepolto nella Chiesa del Corpus Domini, in via Tagliapietre. Nel muro esterno del convento, una piccola lapide ricorda il grande scienziato.

         Nella piazza a lui dedicata, il monumento lo rappresenta mentre osserva una delle sue rane. La statua venne eretta nel 1879 e fu la prima che Bologna innalzò in luogo pubblico ad un suo illustre cittadino.