Palazzo   Davia - Bargellini

L'imponente facciata del Palazzo su Strada Maggiore di fronte al quadriportico della chiesa di Santa Maria dei Servi, dove si svolge la fiera natalizia di Santa Lucia.

Sorge il maestoso Palazzo Davia-Bargellini priva di portico, è organizzata su tre livelli, separati da fasce orizzontali modanate, con finestre definite da cornici in macigno e sormontate da frontoni triangolari e curvilinei. Il balcone centrale è sostenuto da due telamoni in arenaria realizzati da Gabriele Brunelli 1615-1682 e Fracesco Agnesini 1616 - 1661 e appoggiati su piedistalli bugnati.

Le due statue, chiamate "giganti", hanno reso noto il fabbricato anche con il nome di "palazzo dei Giganti". Negli angoli, i cantonali in bugnato liscio accentuano e rafforzano il basamento a scarpa del palazzo.

Internamente, oltre la loggia centrale del piano terra si colloca lo scalone barocco dal maestoso sviluppo a tenaglia realizzato nel Settecento.

Nelle sale al primo piano sono conservati i quadri di importanti pittori quali Vitale da Bologna 1359, Bartolomeo Vivarini 1432, Innocenzo da Imola 1490-1545), Amico Aspertini 1474-1552, Bartolomeo Passerotti 1529-1592, Camillo Procaccini 1560-1621, Mastelletta 1575-1655, Giacomo Cavedoni 1577-1660, Luigi Crespi 1709-1779 e altri.

La costruzione del nuovo palazzo senatorio della famiglia, sul sito occupato da edifici di proprietà dei Bargellini già dal 1610, fu voluta da Camillo Bargellini che nel 1638 incaricò del progetto Bartolomeo Provaglia 1638, assistito dal capomastro Antonio Uri.

L'architetto elaborò più di una soluzione per il Palazzo che venne eretto entro il 1658. Esso rappresenta l'esempio più importante dell'architettura del XVII secolo a Bologna, dove si ritrova la locale organizzazione cinquecentesca della cortina in mattoni, ma dove il portico è sostituito da un imponente basamento a scarpa scandito da aperture con cornici in pietra che conferiscono all'insieme un aspetto costruttivo sobrio e autorevole.

all'interno, lo scalone settecentesco è attribuito a Carlo Francesco Dotti 1760-1759, ma è probabilmente una sintesi del suo progetto e di quelli di Giovanni Antonio Conti 1730 e di Alfonso Torreggiani che ne diresse la costruzione nel 1730, su incarico di Vincenzo Bargellini.

Il Palazzo pervenne in eredità alla famiglia Davia e nel 1876 il marchese Giuseppe lo lasciò con ogni suo avere alla fondazione di un'Opera Pia, impegnata nell'istruzione dei giovani, che avrebbe preso il nome Davia Bargellini.

A Giuseppe Davia si deve anche l'avvio della raccolta di dipinti che l'Opera Pia incrementò e diversificò, aggiungendo mobili e suppellettili appartenuti alle case Bolognesi borghesi e patrizie.

Le sale adibite a museo sono rifinite da ornamenti e dettagli di gusto barocco, ma realizzati con misura e in sintonia con il carattere sobrio dell'intero edificio.

Al piano terra è l’interessante Museo Davia-Bargellini si può visitare gratuitamente, che raccoglie numerosi e antichi oggetti fabbricati da artigiani Bolognesi.

         Bellissimi i mobili antichi, i vasi, le ceramiche e gli utensili casalinghi. Molti quadri hanno ricche cornici dorate. Particolarmente curiosi sono i due oggetti, costruiti nel 1700: un teatrino per marionette, con scenari dipinti e maschere italiane; e una villetta in legno, completa di mobilia, che serviva per il gioco della bambola.