Palazzo dei Notai

STEMMA DEL PALAZZO DEI NOTAI.

  A lato della Basilica di San Petronio, sorge l’antica sede della Società dei Notai fu assai potenete nel medioevo. Qui si custodivano i documenti notarili, riguardanti le vendite di terreni e di case o le eredità.

Nel 1384 fu deciso l'abbattimento del primo fabbricato, a lato di San Petronio, per costruire il primo nucleo del nuovo Palazzo, dopo quaranta anni si completò l'opera demolendo anche l'atra costruzione.

Inizialmente c'erano i banchi sotto il portico del Podestà, il mercato lo spostarono in un locale al piano terra, gli uffici ebbero invece sede in un edificio in Piazza Maggiore 5, l'attuale Palazzo dei Notai (metà XIII secolo).

Il nucleo originario risale al 1287. Venne costruito in due momenti nel 1381, la parte sinistra verso San Petronio viene allargata sotto la direzione di Berto Cavalletto e Lorenzo da Bagnomarino con nel l'intervento di Antonio di Vincenzo nel 1381, le sei finestre con magnifici trafori e bianche colonnine in marmo furono eseguite nel 1385 da Antonio di Vincenzo, la parte destra che era la più antica viene restruturata da Bartolomeo Fioravanti nel 1442 l’architetto di San Petronio, ma la restaurazione all'inizio del 1900 quando ripristina le due bifore in gotico fiammeggiante e sopprime una sopraelevazione settecentesca, fu opera di Rubbiani.

Al centro della facciata è lo stemma della Società dei Notai: tre calamai con penne d’oca sul fondo rosso vivo coronato da gili.

All'interno si rinnova la decorazione pittorica del soffitto a cassettoni basadosi su fonti di Achille Casanova.

Nel 1700 ospitò al piano terra la "salara", ovvero il deposito del sale, indispensabile per preparare e conservare carne in assenza di refrigerazione.