Palazzo del Podestà

        Di fronte alla basilica di San Petronio sorge questo grandioso palazzo, le cui parti più antiche risalgono al 1200. In epoca medioevale vi risiedeva il Podestà l’autorità più importante del Comune.

Palazzo del Podestà prima sede della banca cassa di risparmio.

Nel 1410 accolse un conclave dal quale l'antipapa Giovanni XXIII il papà Pisano.

        Nel 1484 Giovanni secondo dei Bentivoglio, di Sigmpri Bologna, volle ingrandire e abbellire il vecchio edificio. I lavori non vennero portati a termine, perché ventidue anni dopo il Bentivoglio fu cacciato da una rivolta popolare. Il palazzo rimase così incompiuto; la facciata è priva di cornicione e di merli. (Palazzo Pepoli) 

        I pilastri del maestoso porticato sono rivestiti di macigno e ornati da tre mila rosette scolpite, tutte diverse l’una dall’altra. Sotto il portico c'era il mercato del centro più vivo della città, con i vari venditori e clienti, mendicanti, truffatori, e i banchi dei notai, che stilavano i cotratti per i cittadini. Nel 1525, all'incrocio del Voltone, furono poste le quattro statue dei protettori di Bologna: San Petronio, San Domenico, San Francesco, e San Procolo. Sotto il Voltone venivano ache eseguite delle sentenze capitali: due forche infatti sono ancora visibili nel braccio del voltone rivolto verso la Piazza.

        Sopra il portico è il Salone Del Podestà  (lungo 61 metri e largo 14), il più grande di Bologna, in tempi antichi era Aula di Giustizia, dove i giudici tenevano i processi. Sopra le arcate del portico corre un ballatoio che un tempo era delimitato da una ringhiera; era la famosa ringhiera da cui venivono rese pubbliche le decisioni del governo ed anche le sentenze capitali. Spesso, le esecuzioni erano eseguite proprio dalla ringhiera, gettando da basso il condannato con il cappio al collo. La grande sala fu usata come teatro. Tra il 1911 e il 1933, venne completamente decorata da Adolfo De Carolis  e allievi, con affreschi che ricordano i fatti più gloriosi della storia di Bologna. Oggi il salone serve per feste e mostre.

        Nella Torre del Podestà è il campanone o Arrengo, che un tempo suonava per chiamare il popolo a prendere le armi o ad assistere a importanti cerimonie; oggi suona solo per avvenimenti straordinari.

         Sotto il Voltone, su cui poggia la Torre dell'Arengo, si verifica un curioso fenomeno: avvicinandosi ad uno dei piloni d’angolo e parlando sotto voce è possibile farsi sentire da chi è  presso il pilone dell’angolo opposto..

Ex Santissima Annunziata Piazza Renzo, All'annunciazione della Vergine era dedicato questa cappella di proprietà dell'arte degli speziali che aveva sede nella scomparsa delle accuse, dietro il Palazzo del Podestà. soppressa l'arte degli spaziali sul finire del 1797, anche la cappella, come tutti i suoi beni fu dello stato. L'area in cui sorgeva, fu liberata dagli edifici nel XX secolo con l'obbiettivo di collegare la nuova Via Rizzoli con Piazza Maggiore

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