Palazzo Malvezzi De Medici

Il Palazzo sede dell'amministrazione provinciale, definito "Palazzo dal portico buio", trae il proprio appellativo dalla caratteristica penombra del porticato.

Il Palazzo, sorto sullo stabile che Giovanni Malvezzi acquistò nel 1458 da Giacomo Ursi in via Zamboni 13 fu edificato. La costruzione del Palazzo inizia nel 1560 su disegno di Bartolomeo Triachini, La sua costruzione si deve ai Malvezzi, è uno degli edifici storici di via Zamboni 13, illustre casato presente in città fin dal XII secolo, che partecipa attivamente alla vita politica cittadina, ricoprendo importanti cariche a sostegno del partito guelfo e poi dei Bentivoglio. Nel 1488, tuttavia, i Malvezzi prendono parte alla congiura contro i Bentivoglio ordita dai Marescotti e messi al bando, delle loro ricchezza è privata. Solo nel 1506, in seguito alla cacciata dei Bentivoglio e al passaggio della città sotto lo Stato della Chiesa, rientrano a Bologna, e riacquistano il possesso di tutti i loro beni e del titolo senatorio.

Dal 1606 fu proprietà dei fratelli Aldrovandino, del ramo dei Malvezzi, “dal portico buio” (così denominato dalla penombra che caratterizza il porticato, interpretazione che la critica recente tende ad escludere), eredi e successori dal 1698 dei Malvezzi de’ Medici, di cui adottarono il cognome.

Fra gli interventi di maggior pregio si ricorda la realizzazione dello scalone promossa nel 1725 dal marchese Giuseppe Malvezzi de'Medici e attribuita in passato all'architetto Alfonso Torreggiani, modificato attorno al 1930 e provvidero anche al restauro del portico esterno. In realtà questi si sarebbe limitato alla direzione dei lavori mentre l'elaborazione del progetto spetterebbe a Francesco Bibiena. I Malvezzi tra il 1852 e il 1853 promossero vari lavori di ornamentazione al piano nobile, affidandone l'esecuzione allo scenografo Francesco Cocchi, ai figuristi Antonio Muzzi e Girolamo Dal Pane e agli ornatisti Giuseppe Badiali, Andrea Pesci e Luigi Samoggia. Strada del potere, dove si trovano le dimore delle famiglie che contavano nel governo di Bologna.

Alla signoria dei Bentivoglio fece seguito nel Cinquecento il potere dei Malvezzi, già loro alleati. Strada San Donato divenne allora isola della famiglia, diramata tra il palazzo Malvezzi Campeggi, opera del Formigine, la Cà Grande Malvezzi, in via Belmeloro e il palazzo Malvezzi dè Medici, realizzato da Bartolomeo Triachini per Paola Malvezzi, che lo cedette al ramo Dè Medici della famiglia, I Malvezzi dè Medici furono detti poi "dal portico buio" dal nome del palazzo. Una denominazione che la critica recente esclude, dato che il portico, al contrario, risulta luminoso. "Vicino al portico buio" dell’antistante palazzo Malvasia, piuttosto, di fatto veramente buio. La costruzione su case già appartenute ai Malvezzi, ebbe inizio nel 1559.

Nel 1931 il palazzo viene acquistato dall'Amministrazione provinciale di Bologna. Gli arredi e la pregevole biblioteca, in vendita per circa 100.000 lire, non figurano nell'acquisizione e risultano dispersi nel mercato antiquario. Subito dopo l'acquisto del palazzo, l'ufficio tecnico della Provincia predispone un dettagliato piano di ristrutturazione. I restauri sono condotti sotto la direzione dell'architetto Emilio Boselli. Gravi alterazioni interessano lo scalone bibienesco. Le sale decorate del piano nobile mantengono invece l'aspetto primitivo e sono adibite a locali di rappresentanza.