Palazzo Pepoli

STEMMA DEL CONTE PEPOLI

All’inizio  di via Castiglione, vi sono alcuni vecchi edifici, che nel loro insieme hanno l’aspetto di un castello fortificato. Queste costruzioni appartennero ai Pepoli, una famiglia di ricchi banchieri molto potenti, prima dei Bentivoglio. (Bentivoglio), (Bentivoglio). La sua signoria coincide con un periodo di prosperità economica e di pace anche se in seguito gli eredi cedettero la città ai Visconti di Milano per 200.000 fiorini d'oro.

Taddeo Pepoli era amato dal popolo e venne eletto primo Signore di Bologna, i Pepoli erano ritornati a Bologna da dove erano stati banditi nel 1328 dal potente Cardinale Bertando del Poggiato, il loro riento aveva accentuato le lotte di fanzione tra i loro sostenitori, gli Scacchesi, la famiglia Gozzadini, i Maltraversi, insanguinando la città.

Egli fece ristrutturare nel 1344, una parte di questi palazzi, con molte stanze, cortili e logge, Il Palazzo Pepoli era tanto grande che nel 1500 ospitò un cognato del Re di Francia, Enrico III, col suo seguito di 180 persone.

      Al pianterreno si trova una loggia duecentesca, venne restaurato e ripristinato nel 1923 condotto da Alfonso Rubbiani, Davanti agli edifici scorreva all’aperto il torrente Aposa (oggi sotterraneo); allora per entrare nel palazzo si passava sui ponti levatoi, si conserva uno scalone con decorazione e sculture settecentesche di Antonio Schiassi.

        Sotto un tratto del cornicione merlato è dipinta una  fascia a quadri bianchi e neri, disposti a scacchiera come nello stemma dei Pepoli.