Parco della Montagnola

        Nella montagnola, e nei luoghi vicini, si è più volte combattuto per la libertà di Bologna.

        Nei pressi di Porta Galliera, dal 1300 al 1500, i vari dominatori della città fecero costruire, per ben cinque volte, una poderosa fortificazione o castello, dove potevano rifugiarsi e difendersi durante le ribellioni popolari.

LA SCALA DEL PINCIO

LA FOTO NON E' DI PUBLICO DOMINIO

PORTA GAGLIERA

I Bolognesi assalirono e distrussero altrettante volte quel castello;

dell’ultima fortezza rimangono parti di mura e una torre, sul lato di viale Masini.

Le macerie dei cinque castelli distrutti formarono una elevazione del terreno, detta “Montagnola”. Solo nel 1662 si diede all’altura una prima sistemazione per il passaggio delle carrozze signorili; per ordine di Napoleone I, nel 1806, venne trasformata in giardino pubblico; tra il 1893 e il 1896 fu costruito il porticato in via Indipendenza e la scalinata in Piazza XX settembre.

La maestosa scala è adorna di belle sculture dell'800, quando per espressa volontà di Napoleone venne ripensato da Martinetti secondo geometrie ispirato ai giardini alla francese. Dentro una grande conchiglia vi è il gruppo marmoreo del cavallo marino che salva una ninfa, assalita da una piovra. Ai lati, i due bassorilievi rappresentano il libero Comune e lo Studio Bolognese. Nella prima terrazza vi sono tre quadri scultorei: la distruzione del Castello di Galliera, l’ingresso di Re Enzo prigioniero e il combattimento dell’Otto  Agosto.

Davanti alla piazza Otto Agosto il monumento ricorda la gloriosa giornata del 1848, quando i Bolognesi scacciarono gli invasori austriaci. La statua raffigurata un popolano, ritto fra affusti di cannone e corpi di soldati austriaci, mentre a trionfante una bandiera nemica.

        Un tempo, nella piazza si eseguivano le sentenze di morte e si svolgevano i grandi mercati; oggi, ogni venerdì e sabato, ha luogo una chiassosa fiera di oggetti nuovi e usati, detta “la piazzola”. 

Stornello della Montagna Bolognese

Fior di gramigna:

Se Crèst non perdona

al putèli, al Paradìs al’impira ed lègna.