La Torre di Giovanni II Bentivoglio

Nel Largo Respinghi, sul fianco del Palazzo Bianconi della famiglia Malvezzi Locatelli di Via Zamboni 28, si trovano le fondazioni della Torre che Giovanni II Bentivoglio fece costruire il 1490 e il 1495, affiancandola al suo splendido Palazzo che trovarsi dove ora sorge il Teatro Comunale.
Questa Torre fu abbattuta in parte dello stesso Bentivoglio dopo il terremoto del 1505 per paura che crollasse addosso al Palazzo e venne ulteriormente notevolmente diroccata nel 1507 a furia di popolo, quando fu distrutto il Palazzo poi ancora in parte demolita nel 1596 per allineare il suo troncone col muro della casa ivi sorta dei Malvezzi locali. Fu poi del tutto rasa al suolo nel 1788, quando l’architetto Francesco Tadolini, per il Conte Camillo Malvezzi, riformò e rimodernò tutto il casamento, aggiungendovi il portico sulla Via di San Donato, ora Zamboni.
A memoria di questa Torre che nella sua originaria elevata statura ebbe tanto breve di vita: oggi resta murata, al Largo Respinghi, dove sono interrate le sue fondazioni. Una lapide del Comitato per Bologna Storica ed artistica che reca la seguente iscrizione:

"QUI SONO I RESTI DELLA STORICA TORRE DI GIOVANNINI II BENTIVOGLIO ERETTA NEL 1490 E ABBATUTA A FURIA DI’ POPOLO NEL 1507 INSIEME AL MAGNIFICO PALAZZO BENTIVOLESCO E DELLA QUALE SI CONSERVO’ UN TRONCONE FINO 1788."

La Torre Bentivoglio fu profonda m. 7,60 e che aveva trovato un terreno molto gradevole, si dovette provvedere con delle palafitte.
I lati della Torre, che era su pianta rettangolare, erano di m. 12,16 per m. 10,64 con basamento a scarpata e muri grossi alla base m. 3,10.
La Torre fu costruita senza fori ponte, mediante ponteggi a base di armature in legno sostenute dal basso.
Nel fonde della Torre vi era un pozzo e si conservavano provvigioni e munizioni per potere stare chiusi lungo tempo, in caso di conflitto e di assedio. L’accesso era in alto e in comunicazione con l’appartamento di Giovanni II e dalla sua famiglia, mediante un ponte levatoio, attraversava la via che divideva la Torre del Palazzo.
Esternamente, attorno al ballatoio, vennero scolpiti, coloriti e detti gli stemmi dei Principi e i Baroni parenti dei Bentivoglio, cioè quelli dei Visconti, Sforza, Gonzaga, Este, Malatesta, Manfredi, Torelli, Rangoni, Pio, Orsini, insieme allo stemma con la sega bentivogliesca.
Nell’interno valenti pittori, fra i quali Franco Francia e Lorenzo Costa, che già avevano operato nella attigua reggia bentivolesca, decorarano le stanze della Torre con pitture, alcune delle quali ritraevano scene del celebre torneo data da Giovanni II l’anno 1470 a Bologna.

La paura fu poi causa del terminato per l’inizio della sua demolizione.
Infatti nel 1488 si era avuta la congiunta dei Malvezzi, che se non fosse stata scoperta in tempo avrebbe portato alla strage di tutta la famiglia di Giovanni II, mentre al contrario si tramutò in una feroce strage dei Malvezzi stessi e di coloro che intendevano coadiuvarli, fra i quali vi furono anche dei Marascotti.
Di così sanguinosa vendetta: resta il ricordo nella tempera dipinta dal Costa con la famiglia Bentivoglio ai piedi della Madonna nella Cappella Gentilizia, la famiglia è nella chiesa di Maggiore.
Questo quadro fu quindi di carattere votivo, per ringraziamento e per impetrare ancora la protezione divina contro le insidie dei nemici.
Occorre tenere presente che tre dei Bentivoglio erano stati in precedenza inprovisamente uccisi: Giovanni I, nel 1402, nella triste giornata dei tre governi del 26 giugno 1402 il figlio suo Anton Galezzo, vile tradimento nel 1435, e infine Annibale, figlio di Anton Galozzo e padre di Giovanni II, in una ancor più vile congiura, Canetoli e dei Ghiselieri.
Ciò spiegherebbe la pura che nutriva specialmente Ginevra Sforza moglie di Giovanni II, fattasi forse per questo tatto perfida, che sospettava nuove congiure e nuovi tradimenti ai danni del marito di lei stessa e dei suoi figli da lei segretamente.

Per questo Giovanni II fu indotto a prepararsi una Torre per rifugiarsi in qualche brutto momento non fidandosi dei Bolognesi.

“Consultati gli astrologi, i cui oroscopi avevano allora gran peso e scelto il punto da assolare, nel 3 novembre 1489 Giovanni e i figli fecero con pompa la cerimonia di levare un po’ di terra per preparare le fondamenta di una Torre", Dopodichè fu fatto lo scavo e il lavoro delle fondazioni, nonostante le incontrate difficoltà di avere trovato un terreno “molle e godevole”, fu condotto “con tale sollecitudine, la paura incalzando, che il 18 gennaio Bentivoglio vi depositò la prima pietra in cui era scolpito il suo stemma. Altre pietre misero successivamente i figli Anibale, Antogalezzo, Alessandro e Ermete, e il figlio dei Cortigiani. Quindi Bartolomeo Rossi, segretario, dei quattro vasi di ceramica altri più d’un palmo e colpi di medaglie in oro, in argento ed in bronzo, all'inizio di Giovanni II, col suo stemma; i quali furono da lui collocati negli angoli dell’edificio, sovrapponendo ai due vasi davanti alle tavolette di piombo” con scritti scolpiti.
Nell’ottobre del 1495 la Torre fu finita di murare poi vennero le rifiniture decorative.
Ma nel 1504 durante un temporale la Torre fu colpita da un fulmine.