Villa Aldrovandi Marascotti poi Mazzacorati

La Villa sorge sul territorio della tenuta di Camaldoli acquisita da Annibale Marescotti nel 1616. Alcuni anni più tardi, nel 1690, dopo la morte di Raniero la nobile dimora con giardino passò alla famiglia Aldrovandi. Nonostante alcuni lavori condotti sulla casa per renderla degna di un'importante famiglia senatoria, essa mantenne presso chè inalterata la propria struttura ad un solo piano con loggia passante fino al 1761 quando cominciarono i lavori in vista delle nozze di Gianfrancesco Aldrovandi Marescotti con Lucrezia Fontanelli. Il 24 settembre 1763 fu inaugurato il teatrino a due ordini di logge sorrette da cariatidi e telamoni di stucco di Petronio Tadolini, con busti di F. Balugani e pitture del Basoli un gioiello stilistico di raro equilibrio che è considerato il più importante “teatrino in villa” dell’intera regione, le cariatidi di stucco mascherano gli elementi di sostegno con il loro corpo sinuoso e le mani atteggiate a ricevere ghirlande e festoni, con cui veniva addobbato l’ambiente durante gli spettacoli. Nel 1765 fu compiuta la sopraelevazione del secondo piano della villa. Il progetto definitivo è di Francesco Tadolini che dalla prima metà del 1770 al 1772, ispirato ai moduli neoclassici, portò a compimento il nuovo aspetto della villa con il corpo centrale porticato a sei colonne, timpano ed ali porticate semiellittiche. Questi si ispirò ai modelli neoclassici di matrice palladiana e trasformò l’aspetto della villa, in particolare la facciata, che viene caratterizzata da un vasto pronao e da un timpano triangolare. Costituisce la trasformazione in ambito bolognese di una villa veneta con barchesse di chiara ispirazione palladiana. Alla fine del ’700 la villa divenne proprietà dei marchesi Mazzacorati. (Mazzacorati) (Marchese Mazzacorati)